Anche quest’ anno si è conclusa la fiera Gravinese di San Giorgio edizione 2011. Una fiera divenuta ormai regionale grazie alle passate amministrazioni di centrosinistra.

Seppur rimaneggiata per via del cantiere che è ancora attivo da più di un anno, la nostra fiera, ha celebrato la sua 717a edizione.

Il Partito Democratico da forza politica responsabile attenta al proprio territorio, ha visitato la campionaria murgiana in maniera molto attenta.

 La visita ha avuto inizio attraversando una galleria sistemata in maniera simil-professionale: con espositori dimezzati rispetto allo scorso anno, ma con maggiore degrado e sporcizia sui vetri.

 Il primo padiglione, quello della tecnologia, ci ha posto di fronte associazioni di danza, negozi di occhiali, il club dell’AC MILAN, ma anche aziende d’alimentari ed enogastronomia.

A completare c’era il magnifico stand Istituzionale della Città di Gravina.

Pur apprezzando il fatto di mettere insieme Enogastronomia, Territorio, Cultura e Paesaggio attraverso un unico paniere di eccellenze del brand Gravina, crediamo che l’organizzazione abbia esagerato nel confondere attività tra loro troppo diverse.

 Il secondo padiglione è stato dedicato esclusivamente alla porchetta (prodotto tipico di Ariccia), ai cannoli e le cassate tipiche siciliane, alle ghiotterie calabresi e ai salumi e formaggi della Valle D’Itria.

Paradossalmente pur avendo come obiettivo l’essere fiera “Vetrina della Murgia” nel padiglione non vi era traccia dei nostri prodotti tipici: il sasanello, la pizzintella, la salsiccia tagliata a punta di coltello, i funghi cardoncelli, le erbe campestri del calariello, la ventresca, il pallone di Gravina, la manteca, il fallone, il tarallo all’uovo piccilatidd.

 I padiglioni Commercio ed Artigianato sono stati sicuramente peggio del gran Bazar di Istanbul: due mercatoni senza nessun criterio.

Una costante: le macchine del caffé e i depuratori d’acqua in ogni padiglione: commercio, enogastronomia, artigianato e tecnologia.

Tra le note positive citiamo l’organizzazione di tre importanti convegni: il primo promosso dal Consorzio Prima Qualità sul cultivar Bambina, il secondo da AssoFrutta sulla sicurezza alimentare e infine il terzo dal neonato Iat (Informazione ed Accoglienza Turistica) sulle strategie di marketing territoriale per il rilancio del Brand Gravina.

Speriamo che alla teoria finalmente segua anche la pratica.

 Insomma, poco sinora è stato fatto per un importante avvenimento che potrebbe cambiare l’economia della nostra città e del nostro intero territorio. I ritardi nel completamento strutturale della fiera, nella costituzione del suo ente di gestione pesano come macigni su una fragile economia murgiana che ha bisogno di un’importante vetrina per il suo rilancio.

Oramai una struttura fieristica come la nostra, tra le più grandi ed attrezzate di tutta la regione non può essere utilizzata solo quattro giorni all’anno. Né tantomeno la sua gestione affidata come elargizione di incarichi frutto di equilibri politici.

 Il nostro auspicio è che finalmente si apra una discussione seria su come rilanciare la nostra fiera a beneficio dell’economia del nostro territorio.

Naturalmente il PD è pronto ad accettare la sfida.  

 

pdgravinalogo70

 
 Partito Democratico
circolo territoriale di Gravina in Puglia.